Amazon presenta la nuova Alexa: riprodurrà le voci dei defunti

Amazon presenta la nuova Alexa: riprodurrà le voci dei defunti

Ebbene si, Alexa, assistente vocale di Amazon, potrebbe ben presto essere in grado di riprodurre le voci dei defunti: sarà sufficiente fornire al dispositivo un audio di un minuto per far sì che assimili la voce del familiare che vorremo riascoltare. Un meccanismo che sembrerebbe molto semplice per realizzare un desiderio di molti, quello di dialogare con un caro defunto o, un incubo per tanti altri che potrebbero avere serie difficoltà e turbamenti psicologici nell’elaborare qualcosa che esiste e che andrebbe accettata per come è, piuttosto che bypassarla e viverla come se il decesso, potrebbe in realtà non essersi mai verificato. Rohit Prasad, vicepresidente e caposcienziato di Amazon, parla di questa funzione innovativa come qualcosa di estremamente utile e funzionale soprattutto per le famiglie che hanno perso il proprio caro con il Covid. Così, come in una seduta spiritica, Alexa (il cui nome alternativo in fase di settaggio è Echo) potrebbe diventare l’eco dei nostri ricordi, la presenza evanescente che riproduce con fedeltà toni ed espressioni di chi è passato a miglior vita.

E’ chiaro come si sollevino nei confronti di questa futuristica invenzione non poche perplessità, dal punto di vista etico, psicologico e della privacy. Analizziamo brevemente quali potrebbero essere le conseguenze con l’impatto di Echo sulla nostra esistenza.

ETICO E PSICOLOGICO

Il problema etico è di certo una delle prime cose che vengono in mente, dal momento che qualcuno potrebbe utilizzare la funzione per impersonare gente a scopo di frode finanziaria dal momento che chiunque potrebbe utilizzare il dispositivo e, quindi, anche una persona diversa da quella che è il proprietario.

Sovviene poi la questione, meno insidiosa ma molto più delicata, di traghettare gli umani e soprattutto i più piccini in una dimensione parallela, in cui l’evento della morte perde consistenza, introducendo materialmente la possibilità di dialogare in qualsiasi momento con chi non c’è più, e creare solo l’illusione di una vita che continua, senza tener conto che in realtà nulla può affiancarsi o sostituirsi al rapporto umano, alle emozioni, al dolore per la perdita.

E’ chiaro che anche a livello psicologico le implicazioni di questa funzionalità sono notevoli: immaginate di poter ascoltare la voce di un caro defunto che risponde alle vostre domande, quale sarebbe la vostra reazione? Secondo gli esperti, ciò potrebbe creare confusione e disorientamento, ovvero di spersonalizzazione del soggetto rispetto alla realtà, con conseguente difficoltà di accettazione di qualcosa di già straziante, impossibile in questo modo da metabolizzare.

PRIVACY

Per quanto riguarda la questione incresciosa della privacy, che non bisogna minimamente sottovalutare, consiste nell’essere consapevoli che i nostri dati, al momento dell’accettazione del servizio, vengono ceduti ai fornitori di servizi e quindi la possibilità di accumulare grandi quantità di dati biometrici relativi alla voce di una persona.

La funzione dell’assistente vocale “è destinata a rappresentare un rischio perché quella registrazione comporta una raccolta di dati tra i più personali, quelli biometrici: la voce ha un’impronta unica per ciascuno di noi e ci contraddistingue”. A mettere in guardia i futuri utenti di quella funzione è Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali, interpellato dalla Dire per ragionare dei possibili scenari legati a questa nuova tecnologia messa a disposizione del grande pubblico.

Alla base di questa scelta, secondo Scorza, sembra esserci “il principio per cui tutto quello che è tecnologicamente possibile tendiamo a considerarlo giuridicamente legittimo e socialmente sostenibile. Così oggi esiste l’abilità, grazie all’intelligenza artificiale, di riprodurre in maniera fedele la voce di una persona, partendo da una registrazione brevissima, e si ritiene possibile implementare e costruire su questa possibilità un servizio commerciale destinato a una platea molto vasta”.

“Questo- tiene a precisare- non significa che tali possibili scenari lesivi dei diritti delle persone debbano effettivamente verificarsi. Il servizio- aggiunge poi- non è ancora disponibile e non si sa ancora quando lo sarà, per cui non esistono ancora termini di uso né informative sulla privacy”.

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