Brescia, 300 sanitari e medici si ribellano all’obbligo vaccinale

Brescia, 300 sanitari e medici si ribellano all’obbligo vaccinale

BRESCIA- Vaccino? No grazie: è questo il responso di 300 operatori sanitari e medici lombardi appartenenti alle circoscrizioni di Brescia, Cremona, Bergamo e Mantova che hanno presentato ricorso al TAR di Brescia chiedendo l’annullamento dell’obbligo vaccinale.

La decisione dell’armata sanitaria – si specifica-è alla base della tutela del principio democratico e non da intendersi una battaglia no vax: la preoccupazione maggiore dei sanitari è rivolta ad eventuali rischi in cui si incorre pur di difendere il posto di lavoro. A farsi portavoce del ricorso è l’avvocato Daniele Granara che ha presentato il ricorso contro AST Bergamo, ATS Brescia, ATS Val Padana e ATS Montagna.

“L’Italia – si legge nelle 52 pagine di ricorso – è l’unico Paese dell’Unione Europea a prevedere l’obbligatorietà per determinate categorie di soggetti della vaccinazione per la prevenzione della Sars-CoV-2”.
Il ricorso è stato depositato lo scorso 22 giugno, l’udienza è prevista per il 14 luglio.

Diversa la situazione in Alto Adige : più di 115 operatori sanitari non vaccinati non si potranno più presentare sul posto di lavoro. L’atto di accertamento è già stato notificato agli operatori, che rischiano la sospensione retroattiva. Ai non vaccinati in particolare verrà impedito di “svolgere prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali o comportino in qualsiasi altra forma il rischio di diffusione del contagio da Sars-Cov-2”.

Il 20 maggio 18 operatori sanitari erano stati allontanati dal lavoro in una Rsa del veronese. Il 24 giugno un provvedimento simile era scattato in Calabria, con 16 operatori sanitari, incluso un veterinario, sospesi per essersi rifiutati di vaccinarsi.

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