G20 Roma, i grandi della terra discutono di energia e economia. Tra le priorità clima e pandemia   

G20 Roma, i grandi della terra discutono di energia e economia. Tra le priorità clima e pandemia  

Inizia oggi , alla Nuvola dell’Eur di Roma, il summit del G20 per la prima volta in Italia ed in presenza in oltre due anni. La lotta alla pandemia e la strategia per contenere i cambiamenti climatici sono i topic di maggiore interesse ma, per Joe Biden, il summit diventa un’ occasione preziosa per rivedere l’equilibrio nel mercato dell’energia, sia del petrolio che in quello del gas.

Roma, summit G20

TEMATICHE DEL SUMMIT-‘Economia e salute globale’ e ‘Sostenere le Pmi e le imprese femminili per crescere meglio’ sono i temi caldi della prima giornata del summit, Inoltre, i Venti (Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Arabia saudita, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea) approveranno per la prima volta l’accordo sulla minimum tax per garantire che le grandi aziende paghino un’aliquota minima del 15%. La minimum tax del 15% entrerà in vigore nel 2023 e ridistribuirà ai Paesi di tutto il mondo oltre 125 miliardi di dollari, provenienti da circa 100 tra le più grandi multinazionali del mondo. L’obiettivo, spiega una nota Ocse, è far sì che queste società paghino la loro giusta quota di tasse indipendentemente dalle giurisdizioni in cui operano e realizzano un profitto.

PREVENIRE LE PANDEMIE-Al centro dei lavori a Roma anche i temi della sanità, con la lotta contro la pandemia di Covid-19 e l’impegno in favore di una distribuzione dei vaccini meno iniqua a livello planetario. L’obiettivo fissato è stato di garantire una copertura vaccinale al 70 per cento della popolazione mondiale entro la metà del 2022. Parte della strategia indicata sono “iniziative per sostenere le forniture di vaccini e prodotti medici essenziali” anche “rimuovendo ostacoli di carattere finanziario” a beneficio dei Paesi in via di sviluppo. I ministri si sono impegnati a dar vita a una G20 Joint Finance-Health Task Force, un organismo chiamato a rafforzare la cooperazione internazionale per il contrasto alla pandemia e preparare la comunità internazionale in caso di quelle future. La task force promuoverà inoltre lo scambio di esperienze e migliori pratiche, sviluppando accordi di coordinamento tra i ministeri delle finanze e della salute, promuovendo un’azione collettiva e incoraggiando un’efficace gestione delle risorse per affrontare le carenze finanziarie esistenti nella preparazione e risposta alla pandemia.

URGENZA CLIMATICA, L’IMPEGNO DEGLI STATI-L’impegno a contrastare “una minaccia esistenziale”, riconoscendo che l’impatto di un aumento delle temperature di 1,5 gradi è “molto inferiore” di quello derivante da un incremento di 2 gradi, è al centro di una bozza di dichiarazione sul clima del G20 a Roma. Un accordo che però non sembra potersi concretizzare con troppa facilità: sono diversi segnali non fanno ben sperare. A iniziare dal fatto che il presidente cinese Xi Jinping si collegherà da remoto (in presenza parteciperà il ministro degli Esteri Wang Yi) e lo stesso farà il presidente russo Vladimir Putin, esponenti dei Paesi responsabili per il 75% delle emissioni di gas serra a livello globale. Nonostante lo scenario poco rassicurante, l’Italia deve mantenere una pranche omessa: quella di presentare un nuovo impegno di finanza pubblica essendo l’unico paese del G7 (che comprende anche Francia, Germania, Regno Unito, Usa, Giappone e Canada), a non aver ancora presentato nuovi impegni al 2025 rispetto all’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno per i Paesi in via di sviluppo tra il 2020 e il 2025. Onere dell’Italia è di raddoppiare il contributo attuale di 460 milioni di euro l’anno (oltre 530 milioni di dollari), arrivando a un miliardo. Non sarebbe ancora abbastanza (la quota equa è di circa 4 miliardi di dollari, 3,4 miliardi di euro), ma certamente un cambio di passo.

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