Guerra Ucraina, strage in nome di donne e bambini

Guerra Ucraina, strage in nome di donne e bambini

Scappare, trovare salvezza oltre i confini, mettere a riparo la vita dei figli, lottare minuto per minuto, ogni giorno, affinché lo spettro della morte non si impossessi di chi vuole vivere e non intende sacrificare la propria esistenza per assecondare la vigliaccheria dei potenti: la guerra in Ucraina, una tra le venti guerre che si stanno consumando nel mondo in questo momento storico, con il massacro degli innocenti, sta portando in auge uno dei drammi peggiori che lentamente si consumano alle spalle della nostra quotidianità : quello della miseria, del dolore e dello sconcerto che anche questa volta, un conflitto si sarebbe potuto evitare ricorrendo all’uso corretto della democrazia, del dialogo e di un confronto costruttivo, ponderando le esigenze delle parti e garantendo l’integro soddisfacimento di ogni interesse. Senza dover ricorrere all’uso massivo della ferocia, della violenza e della condanna a morte di un intero popolo.

Ancora una volta a pagare il prezzo più caro sono le donne e i bambini, le prime rapite per destinarle alla prostituzione nel Nord Europa: verrebbero intercettate alla frontiera e attratte con l’inganno e la promessa di un trasferimento sicuro verso il racket della prostituzione , mentre i bambini sono “esposti a un rischio maggiore di tratta e sfruttamento”, dichiara allarmata l’Unicef.Circa il 90 per cento di coloro che sono fuggiti sono donne e bambini. Gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 ei 60 anni sono passibili della convocazione militare e non possono andarsene. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite ha anche detto che ad oggi son 162.000 cittadini di paesi terzi fuggiti dall’Ucraina. Altri milioni sono fuggiti dalle loro case ma rimangono all’interno dei confini dell’Ucraina. L’Oim stima che circa 6,48 milioni di persone siano sfollate all’interno dell’Ucraina. Prima del conflitto l’Ucraina aveva una popolazione di 37 milioni di abitanti nelle regioni sotto il controllo del governo, esclusa la Crimea annessa alla Russia e le regioni separatiste filo-russe a est.

Il rischio di una mancata corretta identificazione dei bambini ucraini portati via dalla loro terra può aprire la possibilità a scenari terrificanti, come ipotizzato da Andrea Iacomini, portavoce di Unicef, in un’intervista ad Affaritaliani.it: “Bisogna proteggere bambini e bambine da traffico di organi, traffico sessuale, traffico in termini di schiavitù. Senza un controllo ferreo, non c’è possibilità di sapere dove vanno questi bambini. Serve massima attenzione per i bambini e le bambine che stanno attraversando i confini da soli. E’ vero che molti sono accompagnati dalle mamme, ma è altrettanto vero che alcuni sono stati lasciati al confine dai papà che poi sono tornati a combattere in Ucraina.”

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