Il tragico destino di John Fitzgerald Kennedy

Il tragico destino di John Fitzgerald Kennedy

John Fitzgerald Kennedy, comunemente chiamato John Kennedy, solo JFK o con il diminutivo Jack (Brookline, 29 maggio 1917 – Dallas, 22 novembre 1963), è stato un politico e saggista statunitense, 35º presidente degli Stati Uniti d’America dal 1961 al 1963

Nel 1960 assunse la leadership del partito e si candidò alla presidenza, con Lyndon Johnson candidato alla vicepresidenza. Il 3 novembre dello stesso anno, giorno delle elezioni, sconfisse il vicepresidente uscente Richard Nixon e s’insediò alla Casa Bianca il 20 gennaio dell’anno successivo.

La sua presidenza, nel pieno della guerra fredda, è stata caratterizzata da vari eventi: lo sbarco alla Baia dei Porci, la crisi dei missili di Cuba, il movimento per i diritti civili degli afroamericani e la corsa allo spazio.

Nella primavera del 1941 Kennedy si arruolò volontario nell’esercito, ma venne riformato, principalmente per via della sua colonna vertebrale, lesa da una frattura subita sei anni prima in un incidente di football a Harvard. Tuttavia, dopo l’attacco di Pearl Harbor, con l’aiuto delle raccomandazioni del padre, la marina statunitense lo arruolò.

Nella notte del 2 agosto 1943 la motosilurante PT-109, comandata da John Fitzgerald Kennedy e impegnata nel pattugliamento delle acque della Nuova Georgia, fu speronata e spezzata in due parti dal cacciatorpediniere giapponese Amagiri a ovest della Nuova Georgia, vicino alle isole Salomone, nel passaggio di Ferguson. Del piccolo equipaggio, quattro marinai morirono subito, altri si avvinghiarono a un relitto che ancora galleggiava e altri ancora furono scaraventati in mare dalla violenza dell’urto. Kennedy entrò in azione con determinazione e coraggio e lottò fino alla fine per portare in salvo i compagni sopravvissuti. 

Dopo la seconda guerra mondiale fece il suo ingresso in politica, in parte anche per compensare il vuoto lasciato dal popolare fratello Joseph Jr., su cui la famiglia Kennedy aveva puntato molte delle sue speranze, ma che era perito in guerra. Nel 1946 il deputato James M. Curley lasciò il suo seggio, corrispondente a un distretto elettorale a grande maggioranza democratica, per diventare sindaco di Boston; Kennedy corse per quel seggio e batté il rivale repubblicano con un ampio margine. Fu rieletto due volte, con risultati spesso contrastanti rispetto a quelli del presidente Harry Truman e del resto del Partito Democratico.

Nel 1951, durante un viaggio in Estremo Oriente, mentre si trovava in Giappone fu colpito da altissima febbre (oltre 40 °C) e ricoverato all’ospedale militare di Okinawa.

Nel 1952 Kennedy si candidò per il Senato con lo slogan «Kennedy farà di più per il Massachusetts». Con una vittoria a sorpresa sconfisse il favorito candidato repubblicano Henry Cabot Lodge, Jr. con un margine di soli 71.000 voti.

Nel 1960 Kennedy dichiarò il suo intento di correre per la presidenza degli Stati Uniti. Nelle elezioni primarie del Partito Democratico si contrappose al senatore Hubert Humphrey del Minnesota, al senatore Lyndon B. Johnson del Texas e ad Adlai Stevenson II, candidato democratico nel 1952 e nel 1956 che, pur non correndo ufficialmente, era uno dei favoriti. Kennedy vinse le elezioni primarie in Stati chiave come il Wisconsin e la Virginia Occidentale e giunse da favorito alla convention democratica di Los Angeles del 1960.

Il presidente Kennedy fu assassinato a Dallas, in Texas, il 22 novembre 1963 alle 12:30 ora locale (19:30 in Italia), mentre era in visita ufficiale alla città. Fu un evento straordinario e devastante per la vita di molti statunitensi. 

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