Inflazione occulta: prezzo invariato, spesa ridotta. Scatta l’allerta

Inflazione occulta: prezzo invariato, spesa ridotta. Scatta l’allerta

E’ silente, ma illegale e soprattutto occulta: l’inflazione nascosta dilaga tra gli scaffali del supermercato, ma anche nei piatti serviti al ristorante e negli hotel, dove beni e servizi un tempo compresi nel prezzo vengono forniti solo a richiesta, come la pulizia nelle stanze e le colazioni a buffet. A risentirne è soprattutto il carrello della spesa e a pagarne le conseguenze è puntualmente il consumatore che cade nell’inganno senza prestare attenzione ad un piccolo particolare: i prezzi esposti sono invariati ma la quantità del prodotto acquistato è inferiore se paragonata agli acquisti di qualche tempo prima.

LA SHRINKFLATION, COS’E’-Il Financial Times per primo ha portato il fenomeno della shrinkflation alla ribalta: sacchetti di patatine riempiti con cinque o dieci sfoglie in meno; rotoli di carta igienica da cui mancano una trentina di strappi; qualche decilitro di sapone in meno nelle bottiglie; flaconi di detersivo non riempiti completamente; barrette di cioccolato meno pesanti. Lo scopo della pratica è palese: in questo modo, con il prezzo invariato ma una quantità minore di prodotto acquistata, il consumatore non si sposterà verso le concorrenza e sarà portato ad acquistare quel prodotto molto più spesso poiché si consumerà velocemente. Con maggiore introito per le ditte produttrici, che sicuramente lo utilizzeranno per ripianare le maggiori spese legate all’inflazione, d’accordo: ma a costo di una pratica non proprio trasparente.

C’ENTRA LA TUTELA AMBIENTALE?-Talvolta questo espediente viene usato per giustificare il minore impatto ambientale , con confezioni ridotte e minore impiego di plastica, ma si tratta comunque di un inganno; perché è ovvio che due confezioni di dimensioni inferiori, assommate, sono più inquinanti di una sola di dimensioni standard.

PRESTARE ATTENZIONE ALLE ETICHETTE-Si può smascherare l’inflazione occulta? Certo che si, nel momento in cui viene comunicata in qualche modo al consumatore. Come? è sufficiente controllare i prezzi al chilo per accorgersi dove sta la convenienza. Nella capacità di confrontare i prezzi sta la libertà del consumatore di non subire passivamente l’inflazione nascosta. Ci sono due fattori che rendono comunque il tutto non molto trasparente: primo, non tutti hanno la capacità di confrontare i prezzi al chilo su due piedi, davanti allo scaffale del supermercato . Secondo: se la shrinkflation viene applicata da tutti i produttori, alla fine non si tratta di scegliere il prodotto più conveniente, ma il produttore che mi sta ingannando meno.

Per affrontare la crisi e costi esagerati delle materie prime, anche i produttori sono costretti a tutelarsi, con pratiche eversive, per sopravvivere e garantire sempre la qualità dei prodotti: sta al consumatore tenere d’occhio le etichette e acquistare, si, ma consapevolmente.

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