Italia, denatalità e immigrazione: tra cento anni il Paese che sarà

Italia, denatalità e immigrazione: tra cento anni il Paese che sarà

“Al 31 dicembre 2020 la popolazione residente è inferiore di quasi 384 mila unità rispetto all’inizio dell’anno, come se fosse sparita una città grande quanto Firenze”: i risultati dell’indagine Istat non generano grande entusiasmo se proviamo ad immaginare che il nostro Paese, a partire dal 2015, ha subito una impressionante battuta d’arresto sul lato nascite ed un incremento maggiore di decessi relativi in particolar modo all’anno 2020 causa pandemia. Lo scorso anno gli iscritti in anagrafe per nascita sono stati appena 404.104, quasi 16 mila in meno rispetto al 2019 (-3,8%). Le ragioni della denatalità vanno ricercate anche nei fattori che hanno contribuito al trend negativo dell’ultimo decennio (progressiva riduzione della popolazione in età feconda e clima di incertezza per il futuro).

MIGRAZIONE IN AUMENTO-In parallelo cresce incontrastato il fenomeno dell’immigrazione: parliamo di migranti internazionali, cioè le persone che si sono spostate dalla propria terra d’origine nel 2019 erano arrivati a 272 milioni. E’ come se nel mondo esistesse uno Stato un po’ più grande dell’Italia di sole persone costrette a lasciare la propria terra d’origine per cause di forza maggiore. Sono 26 milioni nel mondo i rifugiati politici mentre 4,2 milioni sono i richiedenti asilo. A chi scappa delle guerre e persecuzioni oramai dobbiamo aggiungere anche i migranti ambientali, che oggi sono 24,9 milioni ma che sono desinati a crescere drammaticamente nel prossimi anni a causa della crisi climatica.

ITALIA TRA CENTO ANNI-Questo prospetto sintetico, fornito dalle analisi di statistiche e sondaggi, rende chiara l’idea di un costante cambiamento strutturale del contesto demografico italiano. L’Italia fra 100 anni – a condizioni invariate rispetto ad ora – potrebbe veder crollare la propria popolazione, arrivando a poco più di 16 milioni di abitanti rispetto ai 59 mln 423mila attuali. Secondo un maxi studio di modellizzazione pubblicato su ‘The Lancet‘ la popolazione mondiale potrebbe aver imboccato la strada che la porterà in poco più di 40 anni al giro di boasi raggiungerà il picco nel 2064 a circa 9,7 miliardi di persone presenti sul pianeta e poi comincerà l’inversione di tendenza che farà scendere gli abitanti globali a quota 8,8 miliardi a fine secolo, con 23 paesi, fra cui l’Italia, che vedranno ridursi le loro popolazioni di oltre il 50%.

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