La ricorrenza dell’orrore

La ricorrenza dell’orrore

La vigilia di Ognissanti, tradizionalmente intesa con la festività di Halloween, è una ricorrenza macabra e non per i travestimenti che incitano all’orrore: la sera del primo novembre 2007, esattamente quattordici anni fa, Meredith Kercher, studentessa inglese di ventuno anni, viene ritrovata senza vita. Proprio in quell’anno Meredith raggiunge l’Italia , precisamente nella città di Perugia, per completare gli studi. La giovane donna viene assassina nell’appartamento che condivideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, quella notte assenti. La lunga e amara vicenda che coinvolge Amanda Nox e Raffaele Sollecito, si conclude con la condanna ai servizi sociali di Rudy Guede, unico condannato per l’omicidio.

Qualche anno dopo, il 31 ottobre 2012, a trovare la morte è Federica Mangiapelo, sedicenne romana, un’adolescente allegra ed innamorata di Marco Di Muro, fidanzato poi suo carnefice. Il corpo della ragazza viene trovato da un passante all’alba del primo Novembre sulle sponde del lungolago di Bracciano, a Nord di Roma, a pochi chilometri di distanza da Anguillara Sabazia, dove viveva. La Cassazione, il terzo grado di giudizio, l’ 11 Dicembre 2017 ha condannato, in via definitiva, Marco Di Muro a 14 anni di reclusione perché ritenuto responsabile della morte di Federica.

Storie angosciose di giovani vite sfregiate e del perché non si accenna a parlare. Ma anche se ci fosse- supponiamo che esista un motivo che abbia solleticato l’assassino– perché uccidere? L’omicida non è mai una persona forte ma quasi sempre un debole che non sa lottare e si arrende alla rabbia, cede alla tentazione della morte altrui alla ricerca di una vita che lui nemmeno ha.

Poche righe in memoria della giovinezza, della vita calpestata, di un’esistenza proibita, in ricordo di Meredith, Federica e di tutte le donne che in ogni giorno dell’anno perdono ingiustamente la vita.

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