“La scuola cattolica”, il film: una censura che non ha senso

“La scuola cattolica”, il film: una censura che non ha senso

IL DELITTO DEL CIRCEO-Roma. L’anno 1975 fa da scenario quando ad una delle mattanze che più hanno segnato la cronaca nera italiana: il massacro del Circeo. Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira sono tre ventenni della buona borghesia romana con alle spalle un curriculum non proprio rassicurante: sono violenti e con il vizio delle rapine a mano armata. Angelo Izzo in particolare è il più temibile della banda, già condannato per stupro.

Non ci vorrà molto prima che la vera natura dei tre venga alla ribalta. Nel settembre di quell’anno, Gianni Guido e Angelo Izzo conoscono tramite un amico Donatella Colasanti e Rosaria Lopez. Due diciottenni di un quartiere popolare con cui sembra nascere una certa simpatia. Tanto che pochi giorni dopo le ragazze accettano l’invito a trascorrere una giornata nella villa di Andrea Ghira sul mare ad Anzio. Le due giovani saranno vittime inconsapevoli di abusi e violenze: quei giorni trascorsi a San Felice al Circeo segneranno per sempre il destino di Rosaria, annegata nella vasca da bagno della villa.

L’amica, Donatella, riesce a trovare salvezza fingendosi morta sino ad attendere di essere portata fuori dalla villa insieme al corpo esanime di Rosaria, e cercare disperatamente aiuto : comincia a gridare senza sosta, fino a quando viene soccorsa da una pattuglia di carabinieri. Il processo che segue – che condanna i tre a 30 anni di carcere – è altrettanto drammatico. Andrea Ghira, riuscirà a fuggire dall’Italia poco prima della sentenza, morirà da latitante in Spagna nel 1994. Oggi, Gianni Guido è libero e vende automobili, mentre Angelo Izzo, dopo aver commesso un duplice omicidio durante un permesso premio nel 2005, è stato condannato all’ergastolo.

IL GRANDE ROMANZO ITALIANO-Edoardo Albinati, all’epoca compagno di scuola di Ghira, Izzo e Guido, è autore del romanzo “La scuola cattolica” pubblicato nel 2016, da cui il film del regista Stefano Morandini con il titolo omonimo, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia: tra plausi e qualche critica, la pellicola è stata giudicata non adatta alla visione degli under 18 e sembrerebbe che il divieto sia scattato grazie all’interpretazione del tutto arbitraria di una sequenza del film dove un professore di teologia fa una lezione sull’origine del bene e del male davanti ad una classe di adolescenti protagonista del film. Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano.

LA CENSURA: V.M.18-Per Albinati , i suoi compagni «erano dei disturbati, ma a dire che erano mostri o pazzi si rischia di assolvere noialtri. Ci furono tante concause: il fascismo di fondo, genitori e insegnanti troppo indulgenti o troppo rigidi, il disprezzo verso le donne e l’onnipotenza derivata dai soldi… Non credo che tutti noi potevamo essere coinvolti, ma ci eravamo vicini, molto». Con riferimento alla censura: «Lo dico da spettatore del film: quel professore parla del bene e del male che sono in ciascuno di noi. E della presunzione arrogante di sentirsi salvi e liberi dal peccato. Quella sentenza sembra non tener conto dell’incredibile dose di violenza a cui i ragazzi, oggi, hanno libero accesso. Nel film, se ne vede cento volte di meno che in un episodio del Trono di spade»

Il film è uscito nelle sale il 7 ottobre, con Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Benedetta Porcaroli, Giulio Pranno.

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