L’emergenza sanitaria in Calabria spiegata bene: cosa prevede l’accordo con Cuba

L’emergenza sanitaria in Calabria spiegata bene: cosa prevede l’accordo con Cuba

Sono 497 i medici cubani destinati alla Calabria , da affiancare al personale medico della regione, per far fronte alla carenza di medici e personale nelle strutture ospedaliere. A monte di questa decisione, spiega Occhiuto, la necessità di sopperire il numero esiguo dei medici dopo che nei mesi scorsi la Regione aveva pubblicato diversi bandi per assumere medici a tempo indeterminato che, secondo il presidente, «sono andati deserti». Complice, ribadisce Occhiuto, “il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina” che sembrerebbe scoraggiare la crescita della formazione in ambito medico ma, ad incidere gravemente sulla situazione attuale, sarebbero state le decisioni prese in precedenza dai commissari che si sono avvicendati nel periodo più drammatico della sanità calabrese: il problema principale della Calabria è dovuto al fatto che la sanità è commissariata dal 2010 per via di enormi debiti accumulati nel corso degli anni e di una situazione economica vicina alla bancarotta, dunque per rientrare dai debiti sono state tagliate le spese, chiuso diversi ospedali e bloccato nuove assunzioni: questo ha fatto sì che ora manchino infermieri, medici, personale ospedaliero, laboratori, consultori e ambulanze.

L’accordo di cooperazione con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos (CSMC), la società dei medici cubani, per la fornitura di servizi medici e sanitari, si rivelerà una mossa fondamentale per risollevare le sorti poco confortanti dell’attuale stato in cui versa la sanità calabrese. La preparazione dei medici di Cuba è uno dei principali vanti del paese e per questo il governo cubano in passato ha più volte offerto all’estero l’aiuto del proprio personale sanitario. Cuba aveva già mandato in Italia decine di medici all’inizio della pandemia da coronavirus per aiutare gli ospedali italiani ad affrontare l’improvviso aumento di casi di contagio. Va comunque specificato che l’invio di medici all’estero da parte di Cuba è un’operazione che gli oppositori del regime cubano considerano di pura propaganda, e che nasconderebbe le dure condizioni di lavoro e i salari molto bassi che i medici ricevono nel loro paese.

C’è chi considera però questo rifornimento da parte del regime cubano come come fonte di valuta. La prima risorsa valutaria di Cuba: 11,5 miliardi di dollari,  quasi 5 volte i 2,8 miliardi che ha fruttato nel 2016 il turismo. A fronte di notevoli perdite nei guadagni dove quest’anno si sono registrati minimi storici per i due raccolti più iconici dell’isola come zucchero e tabacco, mentre il turismo soffre ancora per la pandemia.  Inoltre, in molti parlano di “medici-schiavi” per il fatto che quando stanno all’estero il loro stipendio è pagato direttamente al governo cubano, che poi non gliene gira più del 30 per cento. In Brasile nell’intervallo tra elezione e insediamento Bolsonaro aveva montato un caso quando alcuni medici cubani avevano chiesto asilo ed era stato loro rifiutato. Quando disse che avrebbe offerto asilo politico a tutti i medici cubani che lo avessero chiesto, e avrebbe comunque pagato direttamente lo stipendio ai professionisti, il governo dell’Avana li fece ripartire.

Nell’accordo viene precisato che per ciascun operatore la Regione corrisponderà alla CSMC un corrispettivo mensile di 3.500 euro. La valuta scelta è l’euro (esplicito divieto per il dollaro e per l’intermediazione di istituti statunitensi) e i pagamenti saranno su base trimestrale. Inoltre la Regione si impegna a corrispondere “l’importo forfettario netto mensile di euro 1.200,00, a copertura delle spese di mantenimento, facendosi carico dei costi di viaggio Italia-Cuba (2 andata/ritorno in ragione di anno) e delle spese di alloggio, nonché dei costi sia per la formazione integrativa che della visita medica effettuata dal medico competente individuato dalla Regione Calabria sulla base delle disposizioni vigenti in materia nel territorio della Repubblica Italiana”.

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