Morire sotto un treno: Giulia e Alessia Pisanu

Morire sotto un treno: Giulia e Alessia Pisanu

Digitando i nomi di Giulia e Alessia nei motori di ricerca, e scorrendo tra le immagini, compaiono tra i risultati le foto di influencer, e di veline, omonime delle due sorelle di Madonna di Castenaso nel Bolognese. Ragazze giovani e belle, proprio come loro ma che con il mondo della moda non avevano nulla a che spartire: l’una studiava arte mentre l’altra si stava formando per diventare parrucchiera. Ambiziosa e determinate, coltivavano tante passioni, e a dir di chi le conosceva bene, scoppiavano dalla voglia di vivere: erano inseparabili, due sorelle in realtà migliori amiche.

Alla stazione di Riccione, si presentano come due ragazze derubate, poi una di loro è stata vista camminare con fare insicuro e, senza che lasciassero intendere nulla sul gesto fatale, si dirigono una dietro l’altra verso il binario, quel treno che avrebbe dovuto riportarle a casa, le porta via alla vita strappandole alla terra. Sono bastati pochi attimi , senza permettere a nessuno di essere salvate. Così una accanto all’altra , le due sorelle, si sono allontanate e sono andate incontro alla morte. Insieme fino alla fine, fino all’estremo tentativo di una che voleva salvare l’altra che stava sui binari. “Una sorella come migliore amica”, scriveva sulle storie di Instagram Giulia, 17 anni, la più grande, capelli lisci, neri, nei video con Alessia, la più piccola, anche lei capelli lunghi. Sempre insieme, nella vita e sui social, le foto, i video con la musica del cuore, da Tedua a Jack La Furia.

Difficile stabilire l’esatta dinamica di una disgrazia che si è consumata sotto gli occhi dei passeggeri in attesa del treno: secondo la testimonianza delle poche persone presenti a quell’ora della mattina, una delle due ragazze era ferma sui binari mentre l’altra si era seduta sulla banchina forse per scendere, superare i 50 centimetri di cemento che la separavano dalla sorella e cercare di salvarla o forse per aiutarla a risalire. Non sono servite a salvarle né le urla degli altri viaggiatori né il fischio insistente dell’ETR Freccia Rossa, in arrivo a Riccione da Pescara. Un treno che come sanno bene tutti i macchinisti in condizioni di sicurezza ottimale può raggiungere i 200 chilometri orari. Non lascia scampo.

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