Mugello, ritrovato il piccolo Nicola. Dubbi sul movente della scomparsa

Mugello, ritrovato il piccolo Nicola. Dubbi sul movente della scomparsa

Ha tenuto l’Italia intera con il fiato sospeso la storia del piccolo Nicola Tanturli, il bimbo di 21 mesi si sarebbe allontanato da casa, sul Mugello, in piena notte, e di cui si erano perse le tracce, ritrovato vivo dopo 30 ore grazie alla segnalazione ai carabinieri di un giornalista Rai, Giuseppe Di Tommaso. Le immagini del carabiniere che tiene tra le braccia il piccolo Nicola appena ritrovato hanno fatto il giro di Tv e del web e probabilmente mai nessuno dimenticherà facilmente quegli occhioni così vispi e così grandi, che cercavano quelli della sua mamma Giuseppina. Il piccolo è stato ritrovato ieri mattina in una scarpata di 25 metri e a quasi 3 km dal paese in cui vive con la sua famiglia, a stretto contatto con la natura e con gli animali.

Ad accorgersi del piccolo è stato proprio il cronista de La vita in diretta, Di Tommaso, che era sul posto per raccontare il procedere delle ricerche che in 30 lunghe ore non si sono mai fermate. Proprio mentre camminava nei pressi di quella scarpata, il giornalista ha sentito un lamento. Inizialmente ha pensato ad un animale, poi però ha pronunciato forte il nome del piccolo, ed ecco che lui ha risposto «mamma». A quel punto ha allertato i carabinieri. Il Luogotenente Ciccarelli, Comandante della Stazione di Scarperia, impegnato nelle ricerche, è sceso nel dirupo e ha recuperato il piccolo affidandolo all’abbraccio commosso della mamma. Questa è l’immagine bellissima con la quale l’Italia si è svegliata ieri mattina. Stemperata l’emozione e la felicità per il ritrovamento del piccolo che fortunatamente, a parte qualche escoriazione, sta bene, sono iniziati i dubbi e le diverse teorie sulla sparizione.

La prima domanda che in tanti si sono posti è: come ha fatto un bimbo così piccolo a percorrere tutta quella strada, al buio, e a finire in una scarpata di 25 metri, senza cibo ed acqua e senza subire conseguenze? A parte questo che potrebbe trovare una risposta in un forte spirito di adattamento del bimbo, magari dovuto allo stile di vita della famiglia a contatto, ogni giorno, con la natura, un altro elemento che ha destato perplessità è il fatto che il piccolo, al momento del ritrovamento, indossasse i sandali e la maglietta.

I genitori, che hanno anche un altro figlio di 4 anni, sono due trentenni apicoltori. Hanno scelto di vivere in una comune in aperta campagna, senza internet e televisori, a stretto contatto con la natura, utilizzando energia da fonti rinnovabili e cibandosi di quello che la terra offre loro. Una scelta di vita particolare simile a quella di molte altre comunità esistenti in zona, in cui i bambini corrono liberi fra gli alberi, hanno un’educazione didattica privata e giocano con manufatti interamente costruiti da loro. Una sorta di isola felice, lontana dalle logiche del consumismo. Qualcuno aveva addirittura ipotizzato che la sparizione fosse legata alla presenza di una setta o che qualcuno avesse portato e lasciato lì il bimbo, anche perché a destare ancora dubbi vi era la scomparsa denunciata non subito, ma la mattina seguente.

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