Wembley parla italiano: dopo 52 anni l’Europeo torna a Roma

Wembley parla italiano: dopo 52 anni l’Europeo torna a Roma

Una nazionale giovane, sotto certi aspetti inedita, conquista il titolo di Campioni d’Europa: è la nostra Italia che meritatamente trionfa nella competizione UEFA Euro 2020. Un trofeo inseguito dal 1968, il secondo, contro un’Inghilterra determinata a vincere, ad accaparrarsi il titolo europeo che ad oggi ancora manca. E Mancini si commuove, esplode per la grande emozione condivisa con l’intero staff e la squadra. Il c.t. ci ha creduto dal primo giorno, l’aveva detto appena arrivato in Nazionale che l’Europeo si poteva vincere. Ci è riuscito. Questo trofeo, nato a Roma e conquistato a Wembley, è soprattutto suo, l’uomo della rinascita. A fine gara ha solo lacrime, di gioia. Le stesse rigano i volti del fratello Gianluca Vialli e di Lele Oriali.

Il primo titolo europeo nell’edizione casalinga fu vinto nel 1968 contro la Jugoslavia e ad alzare la coppa fu Giacinto Facchetti. L’Inghilterra quella volta si qualificò al terzo posto. La storia si ripete. La scena si ripropone in Europa ma questa volta in via diretta per il secondo posto: dopo il pareggio che sigla i 90′ ed un supplementare che non concede occasioni, i rigori, decisivi, decretano la nostra vittoria. Senza imbroglio né inganno. Meritatamente e sul campo, l’Italia riporta a Roma il titolo europeo.

Quell’anno, un po’ come il 2020 che è alle spalle, non passa inosservato coincide con il fenomeno socio-culturale spinto dai grandi movimenti di massa, che attraversarono il mondo mettendo in discussione i pregiudizi socio-politici. La portata della partecipazione popolare amplificò il Sessantotto, punto di non ritorno nell’opinione pubblica. Fu la voglia di cambiamento e speranze, sogni e illusioni: tutto condensato simbolicamente in quei dodici mesi. Ma fu anche l’anno della contestazione degli studenti. In Italia l’evento più significativo, rimasto stampato sui libri di storia, sono gli scontri a Valle Giulia ovvero la sede della facoltà di architettura dell’Università di Roma. Un anno che fu denso esattamente come questo attuale martoriato dalla pandemia e segnato da importanti avvenimenti politici-economici.

Una squadra forte, giovane e compatta la Nazionale italiana, con il super portiere partenopeo Gigi Donnarumma premiato dal presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, come miglior calciatore dell’Europeo. A soli 22 anni e 136 giorni è diventato il terzo più giovane portiere a disputare una finale tra Europei e Mondiali, dietro a José Ángel Iribar nel 1964 con la Spagna e Juan Botasso nel 1930 con l’Argentina. Il suo nome d’altronde , come Buffon, non poteva deludere le aspettative.

La finale di Wembley è stata la decima fra mondiali ed Europei disputata dall’Italia. Con questo successo salgono dunque a sei i trofei vinti dagli azzurri: 4 Mondiali e due Europei. In attesa del prossimo.

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